Now Reading
Oltre e dentro le mura: Castelfranco Veneto. Il gioiello murato dove arte, proporzioni auree, aspirazioni al divino e alla “bellezza perfetta” incontrano la storia

Oltre e dentro le mura: Castelfranco Veneto. Il gioiello murato dove arte, proporzioni auree, aspirazioni al divino e alla “bellezza perfetta” incontrano la storia

Esiste un luogo che incanta per equilibrio e vocazione: Castelfranco Veneto, la “città del Giorgione”. Tra Padova e Treviso, Venezia e le Dolomiti, nel cuore operoso del Veneto, sorge una bellezza raccolta e segreta, che non si offre con clamore, ma conquista con grazia. Come un quadro antico svelato lentamente alla luce, racchiusa tra mura rosse, che si specchiano nel fossato, imponenti e perfette nel loro quadrato medioevale, la vita si svolge ancora nel borgo, tra chiese, monumenti, botteghe, ristoranti e caffè, regalando una dimensione intima e sospesa nel tempo. Dall’alto, lo sguardo si perde fra i tetti fino a sconfinare all’orizzonte, oltre i palazzi antichi, oltre le mura che il recente restauro ha reso percorribili con gli antichi camminamenti di ronda, risalenti alla fine del XV secolo. L’accesso al camminamento superiore dalla scala interna alla Torre del Giorgione garantisce un percorso e un accesso sicuro ad un monumento simbolo dell’identità di Castelfranco Veneto.

Alla ricerca della”bellezza perfetta”

Dentro le mura, nel cuore della città, il Duomo custodisce uno dei capolavori più misteriosi del Rinascimento: la Pala di Castelfranco di Giorgione, pittore enigmatico e geniale. La Madonna, sospesa in un’atmosfera dorata, non domina il mondo ma ne è parte: la luce che la avvolge non viene dal cielo, sembra nascere in toni morbidi e avvolgenti dall’atmosfera che avvolge il paesaggio.  Pochi passi più in là, la Casa di Giorgione, oggi museo, accoglie il visitatore in un’atmosfera di fascino sottile: affreschi, luci e silenzi che raccontano l’inizio di una rivoluzione artistica. Qui si può ammirare la sua prima opera certa, un fregio-affresco monocromo ricco di riferimenti esoterici e astronomici. Qui sono allestite le principali scoperte scientifiche dalla confutazione della teoria del colore di Newton (il cui esperimento cardine è quello raffigurato nell’album dei Pink Floyd The Dark Side of the Moon) all’equazione riccatiana ancora oggi utilizzata in tutte le università del mondo, dalle teorie sulla migliore forma di teatro all’italiana, sino allo sviluppo della musicoterapia. Giorgione, “Zorzon” per i suoi contemporanei, nato tra il 1477 e il 1478 in questa piccola città murata, fu l’artista che insegnò al mondo a guardare oltre la forma, a scoprire nella pittura una dimensione di emozione, silenzio e pensiero. Allievo di Giovanni Bellini e compagno di Tiziano, portò nella Serenissima un linguaggio nuovo, fatto di luce che respira, di paesaggi che pensano, di volti che sognano. È la pittura che si fa sentimento, prima che parola. Poi, a Venezia, la leggenda si compie. Nella “Tempesta”, forse il quadro più misterioso del Rinascimento, un soldato e una donna con un bambino si fronteggiano sotto un cielo carico di presagi. Nessuna spiegazione, nessuna storia universale: solo poesia dell’enigma. Giorgione inventa l’invisibile, l’arte che lascia allo spettatore il compito di completare il sogno. E ancora oggi, passeggiando per le vie di Castelfranco Veneto, sembra che la sua presenza aleggi nei chiaroscuri delle mura, nei tramonti che accendono il cielo di rosso e oro. Come se la città intera fosse una sua tela incompiuta, dove ogni luce, ogni ombra, ogni respiro del vento raccontano il segreto più prezioso del Rinascimento: la bellezza che non si spiega, ma si sente. Per gli amanti della musica in un palazzo storico all’interno delle mura, una splendida scalinata concede l’accesso a concerti, è Villa Barbarella Avogadro degli Azzoni sede del Conservatorio di musica Agostino Steffani,  che da oltre 50 anni forma talenti e attira studenti da tutto il mondo.  Altra meta imperdibile, dove l’armonia ha preso la forma di pietra, legno e luce: è il Teatro Accademico, capolavoro settecentesco dell’architetto Francesco Maria Preti, genio discreto e raffinato figlio di questa città murata, raro architetto che non costruì solo edifici, ma spazi per l’anima. Realizzato tra il 1754 e il 1780 fu inaugurato nel 1798 questa piccola meraviglia d’architettura e acustica, è un gioiello in miniatura che racchiude lo spirito del Settecento colto e visionario. Qui la scenografia abbraccia l’architettura stessa, come i cinque ordini di palchetti che disegnano una curva morbida, stucchi e proporzioni per un luogo vivo dove ancora oggi si tengono concerti, opere e incontri culturali. Proprio a Castelfranco Veneto nel ‘700 un gruppo di illuminati del “Circolo Riccatiano” seguendo gli insegnamenti di Jacopo Riccati teorizzarono le regole della natura che aspirano al divino e alle forme perfette. La “media proprozionale armonica”, precisi rapporti armonici tra matematica, musica e architettura, frutto dello studio del concetto di trimensionalità e sezione aurea indagata dai Classici e dal Palladio. Esempio seguito in tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti, dove Thomas Jefferson, futuro Presidente nel 1780 si fece inviare il testo “Elementi di Architettura” di Francesco Maria Preti, pubblicato postumo da Giovanni Riccati, fonte di ispirazione per la propria villa e durante il suo mandato per le modifiche alla “Casa Bianca”.  Proseguendo nell’itinerario, restaurato proprio dal Preti secondo alcuni studiosi, vale la visita Palazzo Soranzo Novello, che ospita attualmente e fino al 14 febbraio 2026 la mostra “PORTOFRANCO” una collettiva di 23 artisti che danno nuova vita agli spazi dell’ex banca con opere e creazioni che dialogano tra due realtà interconnesse le sale di questo Palazzo e il Museo Casa Giorgione. Proseguendo verso Via Ospedale, costeggiando Palazzetto Preti si trova Villa Parco Bolasco, (aperta da aprile 2026), otto ettari tra verde, piante secolari, acqua e architettura. La meravigliosa Villa Revedin Bolasco, il “Paradiso delle Arti e della Cultura” grazie all’Università di Padova, è oggi un luogo vivo, dove musica, pittura, scultura, e danza, teatro, arte scienza e ricerca, dialogano con i visitatori e la città. Fuori le mura, la Chiesa di San Giacomo Apostolo e il convento eretto nel 1420 e ricostruito ad inizio ‘700 e il primo insediamento religioso della città, la Chiesa di Santa Maria della Pieve e Villa Dolfin ora sede dell’Istituto Alberghiero “Giuseppe Maffioli”, uno dei più importanti e storici della Regione Veneto.

Castelfranco Veneto non è soltanto memoria: è anche vitalità contemporanea

Attorno al centro storico, la campagna veneta si punteggia di ville palladiane e dimore patrizie, testimonianza di un’eleganza senza tempo e di aziende moderne che portano nel mondo il meglio del design, dell’artigianato, della meccanica di precisione, curioso il primato della  Dotto Trains, l’officina a conduzione famigliare che produce trenini colorati dal 1962, alimentati elettricamente con trazione integrale, che propongono come in una fiaba per la gioia di adulti e bambini il mondo, conquistando nuovi luoghi, città, borghi e  parchi. Qui l’arte del “saper fare” si è trasformata in eccellenza produttiva, del mobile d’autore e dell’enogastronomia locale. La mission passione Pasta italiana racconta una storia e una tradizione familiare che oggi continua con la quarta generazione, iniziata da Emanuele Bragagnolo, ora l’azienda Pasta Zara è il terzo pastificio europeo. Nei magazzini automatizzati, il profumo di tagliatelle, spaghetti, capelli d’angelo, fluttuano nell’aria calda per poi passare per mani operose, pronti alla consegna. L’essere umano resta al centro, ma le macchine sono futuristiche, esempio di precisione ed efficienza veneta anche da Imballi Spa, l’azienda che crea molto più di un semplice cartone, ma pura creatività a servizio del packaging, della cartotecnica ed espositori, per i più grandi brand italiani e non solo, dalla fashion, al wine e food, passando per l’amata Pizza.   Castelfranco Veneto è una sosta perfetta tra Padova, Venezia, Treviso e Asolo, un punto d’incontro tra arte e cultura, alla ricerca della “bellezza perfetta”tra tradizione e innovazione. Chi è curioso, troverà itinerari ciclabili tra vigne e borghi, festival musicali e teatrali che animano le piazze, oltre l’accoglienza discreta di un Veneto autentico che invita alla vera scoperta.

Soste obbligate e golose

See Also

A pochi passi dalla Torre si trova lo storico Hotel alla Torre, dove si può dormire proprio in una delle junior suite che ne condividono le mura medievali e le pareti affrescate, dalla terrazza all’ultimo piano, aperta agli ospiti si può godere di una vista inedita, sono ancora visibili i segni delle cannonate che colpirono la Torre durante la Guerra Franco-Austriaca di fine ‘700. Sempre in centro l’Albergo Roma offre una bellissima vista su Piazza Giorgione e sulle mura medievali e Al Moretto, la locanda seicentesca, dove è esposta l’antica insegna che ha attraversato i secoli. Per la gioia del palatoil radicchio variegato di Castelfranco, prodotto IGP, promuove il territorio con ottimi risotti, primi e secondi piatti, fino al dolce. Tipica anche la tradizione dei “cicchetti”, gli stuzzichini accompagnati da un buon Prosecco delle vicine Colline del Valdobbiadene, dagli ottimi vini locali o

da un bicchiere di spritz. Qualità enogastronomiche tipiche, al Ristorante Antico Girone che ha in menù egregie prelibatezze della tradizione, da Barbesin i sapori della tradizione e del territorio incontrano nuovi tocchi, da non perdere il dessert Ciotola dello chef un semifreddo croccante con cioccolato caldo. Vista “Palazzetto Preti” e la “Chiesa di San Giacomo” il Ristorante Bastia Vecchia propone un mix tra sperimentazione e tradizione, piatti stagionali e continuativi con massima ricerca delle materie prime. Da Locanda La Speranza, in posizione strategica, è imperdibile il crostone di polenta con radicchio al miele, lardo e taleggio, i risotti di stagione, ravioli di zucca con guanciale croccante, pepe rosa e pecorino e bigoli al ragù d’anatra. Pausa caffè, cappuccino e molte golosità d’autore da Fraccaro Cafè, il regno sovrano del lievito madre, un lievito di famiglia che dal 1932 concede prodotti d’ eccellenza che viaggiano per il mondo, famosissima la focaccia dolce, i panettoni, la colomba e le tante merende d’autore.

What's Your Reaction?
Dubbioso
0
Felice
0
In Love
1
No comment
0
Triste
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2021 Fashion Life Magazine. All Rights Reserved.

Scroll To Top