Vancouver Fashion Week F/W’26 – 8 Aprile

 

 

La Vancouver Fashion Week Autunno/Inverno 2026 è stata una vera celebrazione della creatività globale, con una straordinaria schiera di stilisti emergenti che stanno ridefinendo i confini della moda. L’edizione di quest’anno ha abbracciato l’innovazione audace, con ogni collezione che offriva una prospettiva fresca e visionaria, capace di coinvolgere appieno il pubblico e i leader del settore. Oltre all’estetica, molti stilisti hanno sfruttato la propria visibilità per affrontare urgenti problematiche sociali e ambientali, intrecciando sostenibilità e narrazioni significative nel loro lavoro. Dai materiali all’avanguardia ai concetti più innovativi, queste collezioni hanno incarnato una fusione di arte e scopo. L’energia della FW26 ha pervaso l’intero evento, riaffermando il ruolo della Vancouver Fashion Week come catalizzatore di cambiamento e trampolino di lancio per il futuro della moda.

PRIMO GIORNO

 

RICHARD WEI

Alla Vancouver Fashion Week di questa stagione, lo stilista canadese Richard Wei ha inaugurato l’autunno/inverno 2026 con la sua collezione *City Lights*, una suggestiva esplorazione della vita urbana dopo il tramonto. Ispirata al ritmo e al bagliore della metropoli moderna, la collezione ha tradotto strade illuminate, architetture riflettenti e movimenti notturni in un linguaggio di design raffinato. Attraverso tagli sartoriali precisi, silhouette strutturate e texture luminose, i capi hanno catturato la dinamica interazione tra luce e ombra che definisce la vita cittadina. Come sfilata di apertura, *City Lights* ha dato il tono alla stagione, incarnando l’energia, l’eleganza e lo stile di vita in continua evoluzione del paesaggio urbano contemporaneo.

—————————————————————————————

HYPNOTIQUE SENSE

Per la stagione Autunno/Inverno 2026, Hypnotique Sense presenta *ruinphilia*, una collezione che esplora un profondo fascino per il decadimento come forma di trasformazione. Radicata nell’attenzione della maison per la bellezza strutturale e subconscia, la collezione enfatizza forme drappeggiate che bilanciano fluidità e tensione, guidando sottilmente lo sguardo attraverso percezioni alterate di movimento e gravità. Attraverso tecniche come la tintura con ruggine, i trattamenti al carbone e i pigmenti botanici, i materiali si evolvono nel tempo, riflettendo un dialogo tra vita organica e sistemi artificiali. In *ruinphilia*, il decadimento non è una fine, ma una ridefinizione della struttura: un’espressione immersiva che trasforma il deterioramento in un nuovo linguaggio di bellezza.

———————————————————————————————

AY LELUM

Per la stagione Autunno/Inverno 2026, Hypnotique Sense presenta *ruinphilia*, una collezione che esplora un profondo fascino per il decadimento come forma di trasformazione. Radicata nell’attenzione della maison per la bellezza strutturale e subconscia, la collezione enfatizza forme drappeggiate che bilanciano fluidità e tensione, guidando sottilmente lo sguardo attraverso percezioni alterate di movimento e gravità. Attraverso tecniche come la tintura con ruggine, i trattamenti al carbone e i pigmenti botanici, i materiali si evolvono nel tempo, riflettendo un dialogo tra vita organica e sistemi artificiali. In *ruinphilia*, il decadimento non è una fine, ma una ridefinizione della struttura: un’espressione immersiva che trasforma il deterioramento in un nuovo linguaggio di bellezza.

——————————————————————————————

SECONDO GIORNO

VCC

I diplomati del corso di Design e Produzione di Moda del Vancouver Community College hanno presentato le loro collezioni finali alla Vancouver Fashion Week Autunno/Inverno 2026, a coronamento di due anni di formazione intensiva e orientata al settore. Il programma, concepito per rispecchiare i ritmi frenetici del mondo della moda, fornisce agli studenti competenze tecniche essenziali ed esperienza nell’utilizzo di strumenti come Adobe Illustrator e Gerber CAD. Ogni stilista ha presentato un progetto finale di abbigliamento autogestito, mettendo in risalto la propria identità creativa e la propria maestria artigianale. La coorte del 2026 era composta da Ana Julia Silva Pereira, Ana Maria Cilima, Bita Tazikeh, Charlene Yin, Jessica Ursua, Prabhdeep Kaur, Saffron Thomas, Samentha Burboz, Sonja Ledoux, Tamara Whitford, Veronica Pleskach e Vinnie Lee.

————– ———————————————————————–


DUNNE CLIFF

DUNNE CLIFF ha presentato *DENDROCHRONOLOGY, ovvero La vita di NED LUDD [FW26]* alla Vancouver Fashion Week, esplorando il rifiuto del tempo digitale e una vita vissuta al di là dei sistemi moderni attraverso la rottura simbolica degli schemi. La collezione ha riunito materiali tattili e di ispirazione tradizionale, tra cui feltro di lana, maglieria, tessuti per tappezzeria, legno e tessuti tinti con coloranti naturali, enfatizzando un ritorno a un’artigianalità lenta e intenzionale. Radicati nel processo fisico e nella materialità, i design riflettono una ponderata resistenza al ritmo della vita contemporanea. Alcuni look sono stati ulteriormente arricchiti da ceramiche realizzate a mano dall’artista locale Courtney Mott, aggiungendo una dimensione scultorea e artigianale alla presentazione.

————– ———————————————————————–

Somaya Ahmadi

Per l’autunno/inverno 2026, Somaya Ahmadi ha presentato *BODIES IN QUESTION* alla Vancouver Fashion Week, una collezione che esplora come il corpo femminile venga plasmato da scrutinio, aspettative e memoria ereditata. Attraverso spalle architettoniche, tagli sartoriali precisi e vite strutturate, le silhouette affermano presenza e disciplina, mentre momenti di drappeggio introducono una morbidezza che perdura senza cedere. Sottili tocchi di rosso emergono come un pulsare discreto sotto un aspetto composto, mentre discreti accenti dorati fungono da armatura moderna, rafforzando la resilienza come qualcosa di deliberatamente costruito. Con modelle sia mature che giovani, la collezione riflette l’evoluzione della postura, della protezione e dell’identità attraverso le generazioni, invitando in definitiva alla riflessione piuttosto che a una soluzione.

————– ———————————————————————–

Bahare Karamy

Per l’autunno/inverno 2026, Bahare Karami ha presentato alla Vancouver Fashion Week una collezione ispirata ai dipinti di fine Ottocento e inizio Novecento, traducendo luce soffusa, emozione poetica ed eleganza parigina classica in capi di abbigliamento femminile di grande impatto e dal sapore vintage. I modelli presentavano silhouette audaci ma femminili, tagli raffinati e dettagli curati che trasmettevano una serena sicurezza e un’eleganza senza tempo. Traendo ispirazione da influenze storiche, la collezione esplorava temi come l’identità, la profondità e la forza duratura. Attraverso questa prospettiva, Bahare Karami ha reso omaggio alla narrazione in continua evoluzione delle donne attraverso le generazioni, con un tocco di moderna sofisticatezza.

————– ———————————————————————–

Thomas Clément

Alla Vancouver Fashion Week, Thomas Clément ha presentato *Magnolia Wind*, una collezione che reinterpreta i codici storici dell’abbigliamento, ricostruendoli in capi sospesi tra passato e presente. In un perfetto equilibrio tra struttura e movimento, i modelli evocano l’immagine di una magnolia trasportata dal vento, espressa attraverso volumi scultorei e superfici riccamente materiche, sviluppate mediante tecniche tessili sperimentali. Una vibrante palette di colori infonde energia alla collezione, rafforzando i temi della trasformazione e della fluidità. Le iconiche cerniere decostruite vengono rielaborate in elementi simili a piume, introducendo movimento e fungendo al contempo da componenti ornamentali e strutturali.

————– ———————————————————————–

Teori Kobo Oriiro

Per la presentazione di questa stagione alla Vancouver Fashion Week, la stilista presenta una collezione profondamente personale, radicata nella filosofia della tessitura saori. Scoperta in un momento cruciale della sua vita, questa pratica è diventata una fonte di fiducia e libertà creativa, permettendole di abbracciare l’imperfezione e l’individualità attraverso un approccio intuitivo e senza schemi predefiniti. Dopo aver aperto il suo laboratorio sei anni fa, ha continuato a condividere quest’arte con gli altri, promuovendo la comunità, la connessione e l’espressione di sé attraverso il suo lavoro. Guidata da un impegno per l’inclusività e la sostenibilità, le sue creazioni enfatizzano la versatilità, la riduzione al minimo degli sprechi e la convinzione che ognuno possa trovare fiducia e gioia nell’esprimere la propria identità unica.

————– ———————————————————————–

Another Coyote

Per la collezione Autunno/Inverno 2026 della Vancouver Fashion Week, Another Coyote ha presentato *Indigenous Wearable Art for Everyone*, una collezione che fonde gli insegnamenti tradizionali con il design prêt-à-porter contemporaneo. Ogni capo racconta storie attraverso simboli e colori, rappresentando temi come la leadership, l’amore, il potere, la conoscenza tradizionale e la comunità, condividendo al contempo il sapere ancestrale attraverso forme indossabili. Il marchio è guidato dalla stilista Naomi Narcisse (nome tradizionale Skel7áw̓s), membro delle Nazioni St’át’imc e Secwépemc, che lavora anche in ambito accademico e in iniziative a favore delle popolazioni indigene. Attraverso questa collezione, Another Coyote sottolinea l’inclusività, la continuità culturale e l’espressione dell’identità attraverso la moda come arte vivente.

TERZO GIORNO


Nathee Rav

La stilista emergente Nathee Rav ha presentato la sua collezione *Unchained* alla Vancouver Fashion Week, un lavoro profondamente personale che fonde moda e narrazione. La collezione esplora i temi del trauma, della guarigione e dell’autoliberazione, utilizzando tessuti stratificati per simboleggiare le barriere protettive che gli individui costruiscono nel tempo, così come le vulnerabilità nascoste al di sotto di esse. Le intricate texture ramificate alludono a come le esperienze irrisolte possano mettere radici e plasmare l’identità, mentre gli audaci accenti rossi trasmettono il coraggio e l’intensità necessari per affrontare il proprio passato. Andando oltre il design tradizionale dell’abbigliamento, *Unchained* si configura come un’espressione concettuale di resilienza, ritraendo la guarigione come un processo continuo di trasformazione, emancipazione e riappropriazione della propria narrazione.

————– ———————————————————————–

CLDCMNTY

CLDBOY presenta *LMFAO | CLDCMNTY 001* alla Vancouver Fashion Week Autunno/Inverno 2026, segnando il debutto della sua audace e innovativa visione streetwear. Nato e cresciuto a North Vancouver, il designer ha studiato al Blanche Macdonald Centre e ha lanciato CLDCMNTY (“Comunità Fredda”) nell’estate del 2025, ottenendo rapidamente riconoscimenti con un premio VFW per presentare questa collezione. *LMFAO* è definita dalla sua energia forte e selvaggia, caratterizzata da bordi usurati, tessuti fatti a mano e silhouette provocanti che evocano curiosità, ossessione e disagio. Radicata in temi come grinta, androginia e un’espressione di sé senza compromessi, la collezione invita chi la indossa ad abbracciare il caos e semplicemente a ridere senza freni.

————– ———————————————————————–

Benjamin Reitmeier

Benjamin Reitmeier presenta *Someone Else*, una collezione che esplora la libertà di evolversi e il coraggio di abbracciare la propria molteplicità interiore. Utilizzando la moda come strumento di auto-sperimentazione, la collezione pone una domanda provocatoria: chi potresti diventare se ti permettessi di essere qualcun altro? Un mix dinamico di pelle, denim, rete, lana e seta crea un sorprendente equilibrio tra forza e trasparenza, fondendo la struttura industriale con la morbidezza organica. In definitiva, *Someone Else* rivela che la trasformazione non consiste nel diventare qualcosa di nuovo, ma nello scoprire le molteplici identità che già esistono dentro di noi.

————– ———————————————————————–

Ricardo Pinto

Nata a Manaus, la stilista ha sviluppato fin da giovane una profonda consapevolezza del valore dell’acqua, riconoscendo che anche in una regione ricca di risorse idriche l’accesso non è garantito, maturando così un forte impegno per la sostenibilità. Dopo anni trascorsi nel mondo della moda, testimoni di sovrapproduzione e sprechi, ha iniziato a riutilizzare materiali di scarto, abbracciando infine l’upcycling sia come pratica artistica che come approccio responsabile al design. *Lush Nature* trae ispirazione dal denim riciclato, trasformando jeans scartati in capi espressivi e unici. La collezione presenta strati di sfumature e texture di denim riciclato, arricchiti da placche geometriche trasparenti in resina applicate a mano, in tonalità organiche e screziate. Questi elementi creano un dialogo tattile tra materia prima e intervento raffinato, fondendo struttura e fluidità. Radicata nella sostenibilità, *Lush Nature* reinventa i rifiuti come risorsa, enfatizzando creatività, individualità e consapevolezza ambientale.

————– ———————————————————————–

Lidia Chep

Questa collezione esplora l’essenza dell’energia femminile attraverso un design lussuoso, abbracciando la trasformazione come forza che eleva e ispira. Combinando una sartorialità strutturata con intricati ricami a mano, ogni capo è realizzato in quantità limitate, mettendo in risalto precisione, maestria artigianale e attenzione al dettaglio. Un ricco intreccio di materiali e tecniche conferisce profondità e raffinatezza a ogni silhouette. Nel suo nucleo, la collezione racconta una storia di femminilità, individualità e forza interiore, celebrando il potere della presenza di influenzare e trasformare.

————– ———————————————————————–

Julia Van der Leij

*Anemoia* è una collezione che affonda le sue radici nella nostalgia per un’epoca mai vissuta personalmente, traendo ispirazione dalla fotografia degli anni ’60 e ’70, dagli archivi di famiglia e dalle evocative immagini di Andy Sweet. Esplora i temi della memoria, della famiglia e dell’atmosfera domestica attraverso silhouette esagerate, tra cui blazer oversize, maniche allungate e colletti di camicia particolari. Tecniche come prototipi tessili, infeltrimento a umido e ricami – che ricordano il punto croce e gli scarabocchi infantili – creano texture sfocate e sbiadite che riecheggiano il trascorrere del tempo. Una palette di colori vivaci e tonalità terrose, insieme a sfumature neutre di beige e marrone, riflette il calore e l’usura delle vecchie fotografie e degli abiti da lavoro. Texture sovrapposte e riferimenti alla carta da parati scrostata evocano un senso di storia vissuta, catturando l’atto giocoso di indossare abiti che rievocano i ricordi d’infanzia.

————– ———————————————————————–

BLTAM Entre

Alla Vancouver Fashion Week FW26, quattro stilisti emergenti coreani hanno presentato *Beautiful People, Beautiful Lives: Powered by Fashion*, una collezione che fonde l’impatto sociale con l’alta moda. Ispirati dalla domanda se la moda possa veicolare messaggi significativi, ogni stilista ha tradotto temi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, come la parità di genere e l’istruzione, in look di grande impatto per la passerella. Sviluppata in quattro mesi sotto la guida di Bomin Kim, la collezione ha rispecchiato un rigoroso processo creativo di livello professionale, dall’ideazione alla presentazione. Il risultato è stato uno spettacolo di grande impatto che ha sfidato le aspettative, offrendo al contempo una raffinata maestria artigianale e un messaggio incisivo sulla scena globale.

————– ———————————————————————–

Isaac Jon

Alla Vancouver Fashion Week Autunno/Inverno 2026, lo stilista Isaac Jon ha creato una collezione sorprendente e anticonvenzionale che ha sfumato il confine tra moda e arte indossabile. I look in passerella hanno messo in mostra una sperimentazione audace, spaziando da un abito con motivo geometrico rosso e nero sovrapposto a una giacca rosa acceso con dettagli in oro metallizzato, a un completo scultoreo caratterizzato da elementi testurizzati simili a squame e pannelli trasparenti che creavano movimento a ogni passo. Un altro pezzo di spicco abbracciava un’estetica più corazzata e futuristica, con forme metalliche strutturate e dettagli intricati che evocavano forza e resilienza. In tutta la collezione, silhouette drammatiche, materiali misti e vivaci combinazioni di colori riflettevano l’approccio audace di Isaac Jon al design, trasformando ogni capo in una dichiarazione visiva di individualità e trasformazione.

See Also


————– ———————————————————————–

Sophia Chantal

Sophia Chantal Zarifopoulos, stilista greco-americana originaria di New York e ora residente ad Atene, torna sulla scena dopo il suo debutto premiato con *The Reigning Balkan Princess* alla Settimana della Moda di Atene. Nota per il suo upcycling di pizzi vintage e tessuti tradizionali come “semedakia” e “mandilakia”, li reinterpreta con energia giocosa, movimento e un tocco di massimalismo balcanico. La sua ultima collezione, *The Jungle Feveress*, debutta alla Settimana della Moda di Vancouver, presentando protagoniste femminili feroci e indomite, plasmate dall’istinto e dalla trasformazione. Grezza, lacerata e audace senza compromessi, la collezione celebra la femminilità senza paura, invitando chi la indossa ad abbracciare le proprie cicatrici, imperfezioni e storie incompiute con sicurezza e forza.

————– ———————————————————————–

Call and Response

Per la stagione Autunno/Inverno 2026, un look di spicco della collezione Call & Response è caratterizzato da un blazer oversize dal taglio sartoriale indossato sopra un abito fluido e destrutturato, creando un sorprendente equilibrio tra struttura e movimento. Il contrasto tra linee rigide e drappeggi morbidi riflette il dialogo costante del brand tra forza e vulnerabilità. Dettagli raffinati, come tagli asimmetrici e sovrapposizioni di tonalità delicate, aggiungono profondità senza appesantire la silhouette. Questo look cattura l’essenza di Call & Response: riflessivo, espressivo e discretamente potente.

QUARTO GIORNO

Jef Montes

*Salma* è una collezione ispirata alla musa di Jef, Salma Zahore, che incarna la trasformazione da bruco a farfalla attraverso una narrazione vibrante e nostalgica. Sviluppata in collaborazione con l’artista drag Hadi Moussally, lo styling amplifica la sua visione espressiva e dai colori dell’arcobaleno, radicata nei ricordi d’infanzia. La collezione presenta tessuti a maglia 3D e tessuti riflettenti a zero sprechi, creati con Aitex Textile Institute Alcoy e TextielLab Tilburg, unendo innovazione e sostenibilità. Ispirata ai nonni dello stilista, in particolare a un abito da sposa realizzato a mano da una tovaglia, *Salma* riflette un’eredità di ingegno, artigianalità e coraggio creativo.

————– ———————————————————————–

Physalia

Manuel Juárez, artista multidisciplinare nato in Messico e residente a Vancouver, esplora l’intersezione tra moda, media e cinema attraverso il suo marchio Physalia. Il suo lavoro bilancia crudezza e raffinatezza, considerando l’abbigliamento come una struttura silenziosa che plasma la presenza e trasforma il modo in cui il corpo si muove nello spazio. Per l’autunno/inverno 2026, presenta *FASTIGIUM*, una collezione che esamina la tensione tra struttura e vulnerabilità attraverso sete pesanti e pizzi intricati nei toni del nero ossidiana e del rosso intenso. Spalle scolpite e vita definita sono ammorbidite da forme voluminose e strati traslucidi, esprimendo un senso di potere discreto, sensuale e sicuro di sé.

————– ———————————————————————–

Eduardo Ramos

Eduardo Ramos presenta *MATERIA · VI*, una collezione che riflette sul carbonio come elemento fondamentale che connette vita, materia e società. Sviluppato in dialogo con SWI, il progetto fonde l’artigianalità dell’alta moda con l’ingegneria monoscocca in carbonio, esprimendo il carbonio sia come materiale performante che come mezzo di espressione nella moda. Radicata nell’idea che la creazione significativa avvenga lentamente e con precisione, la collezione enfatizza la produzione su piccola scala e la maestria del lavoro manuale. Ispirata dalla capacità del carbonio di trasformarsi mantenendo la propria essenza, *MATERIA · VI* esplora la trasformazione, l’adattabilità e le strutture che plasmano la nostra esistenza.

————– ———————————————————————–

Kanomade

Questa collezione reinterpreta il kimono come capo contemporaneo che celebra l’individualità al di là della tradizione. Ispirata ai pezzi lasciati in eredità dalla nonna della stilista, ogni look riflette l’idea che non esistano due capi d’abbigliamento – o due persone – uguali. Tessuti di kimono rielaborati si combinano con strutture a strati per esaltare il movimento, la vestibilità e l’espressione personale. Unendo accenti audaci a tonalità morbide e delicate, ispirate ai tessuti originali, la collezione porta il kimono nel presente come un capo d’abbigliamento da vivere e da incarnare in modo unico.

————– ———————————————————————–

Bluetamburin

Bomin Kim, fondatrice di BLUETAMBURIN, è una veterana dell’industria della moda coreana il cui lavoro è guidato dalla missione di creare “Persone bellissime, vite bellissime” attraverso il potere trasformativo della moda. Le sue collezioni, riconosciute a livello globale, sono state presentate nelle quattro principali capitali della moda: New York, Parigi, Milano e Londra, nonché alle settimane della moda di Vancouver e Seoul. Per l’autunno/inverno 2026, presenta una collezione incentrata sull’*Eleganza Comandante*, ispirata alla personalità di un ufficiale militare. Unendo forza autorevole a raffinata sofisticazione, la collezione

————– ———————————————————————–

Augusta Fashion

*54°N* trae ispirazione dalla ricca storia sartoriale di Edmonton, intrecciando la nostalgia con un’espressione contemporanea e dinamica. Richiamando stilisti tradizionali come The Flesche Bros. e GWG, la collezione reinterpreta il patrimonio attraverso una lente audace, leggermente anticonformista e delicatamente eterea. Lana pregiata e seta di alta qualità contrastano con silhouette funzionali, mentre i colori saturi conferiscono un’energia distintiva a ogni capo. Inclusiva dal punto di vista del genere, versatile e realizzata artigianalmente, *54°N* incarna la visione di Augusta della moda canadese definita secondo i suoi stessi termini.

————– ———————————————————————–

aim/Aimme

Nato da uno studio fotografico fondato ad Asahikawa, Hokkaido, aimaimme va oltre le convenzioni della fotografia cerimoniale tradizionale giapponese. Con sedi a Harajuku e Ikebukuro a Tokyo, oltre che a Sapporo, il marchio riunisce un team multidisciplinare di fotografi, truccatori e parrucchieri, designer e consulenti. Uniti da un impegno per l’innovazione, creano espressioni visive distintive e spazi progettati con cura. Grazie a questo approccio collaborativo, aimaimme offre a ogni cliente un’esperienza profondamente personale, memorabile e coinvolgente.

 

What's Your Reaction?
Dubbioso
0
Felice
0
In Love
0
No comment
0
Triste
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2021 Fashion Life Magazine. All Rights Reserved.

Scroll To Top