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Portrait Milano e l’ Arcipelago Botanico

Portrait Milano e l’ Arcipelago Botanico

Portrait Milano ospita per l’estate  l’Arcipelago Botanico e trasforma la sua Piazza in una grande opera all’aperto .

Può l’arte contemporanea sopperire alla natura? Arcipelago Botanico è una presenza audace che come ogni intervento artistico nello spazio va spiegata.

Ed è lo stesso artista Agostino Iacurci https://www.agostinoiacurci.com a raccontarla durante una colazione raffinata al Portrait. La sua opera è una narrazione che attraversa la memoria del luogo e che si fa notare.

  • Portrait Milano: Ospitalità e Arte

Con Arcipelago Botanico Portrait Milano rinnova il proprio impegno nel promuovere l’arte contemporanea restituendo alla città uno spazio aperto alla sperimentazione culturale. 

Il 5 stelle lusso della Lungarno Collection https://www.lungarnocollection.com/milan/portrait-milano si conferma così destinazione dedicata all’ospitalità di eccellenza anche per un coinvolgimento attivo nel mondo dell’arte contemporanea.

Arcipelago Botanico dell’artista Agostino Iacurci nasce proprio dal dialogo con la storia del luogo, guardando alla memoria del verde che abitava la corte. Lo spazio che ospita il Portrait en plein air custodiva infatti palme, arbusti ornamentali e piante in vaso disposte come elementi scenografici e cerimoniali intorno a zampilli d’acqua. 

  • Arcipelago Botanico un giardino inedito

Il chiostro dell’ex Seminario Arcivescovile del 1565, dove risiede Portrait, si trasforma in un giardino inedito, un giardino dei sogni.

L’installazione si ispira alla lunga tradizione italiana dei giardini progettati in funzione di luoghi di incontro e contemplazione. Dai chiostri monastici all’hortus rinascimentale, il giardino è stato per secoli lo spazio in cui natura e visione umana si legavano armoniosamente. 

Arcipelago Botanico raccoglie questa eredità e la trasporta nel presente esortando il pubblico ad alienarsi dalla realtà per immergersi in un mondo fiabesco.

  • Arcipelago Botanico dialogo con architettura del Portrait Milano

Le sculture, in veste di totem, evocano una vegetazione reinventata n ornamenti che entrano in relazione con la flora oggi all’interno dello spazio,

Una composizione in cui verde, architettura e vuoto convivono in equilibrio, un intreccio sottile tra vegetazione viva e immaginata.  

Sono otto le sculture monumentali danno vita a una botanica fantastica fatta di alberi impossibili, fiori araldici e organismi sospesi tra natura e artificio.  Le sculture dialogano con il rigore dell’architettura cinquecentesca, con il ritmo delle colonne e la vegetazione preesistente. 

L’intento è quello di far rivivere l’eleganza e l’armonia dei giardini storici con un tocco del tutto personale e contemporaneo.

Le piante di Iacurci sono  lavorate artigianalmente e i loro colori sono  audaci: il fucsia sposa il verde, il viola incontra l’arancio, il mattone si fonde con il magenta.

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Le sculture sembrano continuare a crescere, dialogano con la luce e il susseguirsi delle stagioni, lo scorrere del tempo, il tempo di un’estate. 

  • Chi è l’artista di Arcipelago Botanico al Portrait Milano

Agostino Iacurci è nato a Foggia nel 1986. Ha studiato Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua pratica artistica comprende pittura, scultura, disegno e installazione. Attraverso un approccio spesso collaborativo e site-specific, Iacurci raccoglie e rielabora materiali eterogenei per costruire immagini e narrazioni che intrecciano storia culturale, memorie personali e riferimenti letterari.

Iacurci ha esposto ampiamente in Italia e a livello internazionale, con mostre personali e collettive presso istituzioni, musei e gallerie tra cui: GAMeC e Orto Botanico Lorenzo Rota di Bergamo, KNMA di New Delhi, Garage Bentivoglio di Bologna, PDC Gallery di Los Angeles, Galerie Robert Grunenberg di Berlino, Ex Elettrofonica di Roma, Istituto Italiano di Cultura di Praga, Musei Civici di Pesaro, Mattatoio di Roma, M77 Gallery di Milano, Celaya Brothers Gallery di Città del Messico, Völklinger Hütte – Centro Europeo per l’Arte e la Cultura Industriale in Germania, MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Palazzo della Permanente di Milano.

Dal 2009 realizza interventi monumentali nello spazio pubblico e progetti per istituzioni pubbliche e private in diversi Paesi del mondo. Tra i principali progetti figurano: Ornamento Radicale a Mendrisio (2025), Ensemble per Casa Italia durante i Giochi Olimpici di Parigi (2024), il Côte-des-Neiges Mural Project a Montréal (2022), MURALU per il Ludwigshafen Museum in Germania (2021), Life is Beautiful a Las Vegas (2021), Principal Place a Londra (2020), la Biennale di Yakutsk in Russia (2017), l’Università Distrito Tec di Monterrey in Messico (2016), la stazione metropolitana Govind Puri di Nuova Delhi (2016), l’Istituto Mario Penna di Belo Horizonte in Brasile (2014), il Campus Universitario di Besançon in Francia (2014), la Casa Circondariale di Rebibbia a Roma (2012) e la Fubon Art Foundation di Taipei (2012).Ha collaborato con brand ed editori internazionali, tra cui Apple, Adidas, Hermès, Herman Miller, la Repubblica, Penguin Random House, Starbucks e The New Yorker.

Tra i riconoscimenti,

Premio Ermanno Casoli (2024), il New York Prize promosso dal Ministero della Cultura, dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Italian Academy. 

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