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Quando la memoria prende forma: Cotie’ Couture racconta la moda come un’emozione

Quando la memoria prende forma: Cotie’ Couture racconta la moda come un’emozione

Ci sono serate che si ricordano per una collezione. Altre, invece, per ciò che riescono a lasciare. È la sensazione che accompagna “La Moda incontra la Settima Arte”, l’evento firmato Cotie’ Couture, andato in scena nella suggestiva cornice di Villa Brasini, a Roma. Più che una sfilata, un racconto in cui moda, cinema e musica hanno trovato un punto d’incontro naturale, trasformando la passerella in uno spazio dove ogni dettaglio contribuiva a costruire un’emozione.

Luci soffuse, scenografie evocative e note musicali hanno accompagnato il pubblico lungo un percorso in cui gli abiti sembravano uscire da una pellicola cinematografica. Nulla appariva costruito per stupire. Tutto sembrava nascere da un’idea precisa: lasciare che fossero le storie a parlare prima ancora degli abiti.

Ideato da MariaCarla e Loredana Rodomonte, fondatrici di Cotie’ Couture, con la direzione creativa di Anna Mazzucotelli, il progetto ha proposto una riflessione sulla moda come forma di espressione capace di custodire ricordi, identità e vissuti personali.

Tra il pubblico sedevano rappresentanti del mondo della moda, della cultura, dello spettacolo, dell’editoria e delle istituzioni. Presenze diverse, accomunate dalla curiosità di assistere a un evento che ha scelto di mettere in relazione linguaggi artistici differenti senza perdere autenticità.

Ed è proprio l’autenticità il filo conduttore dell’intero progetto.

Dietro Cotie’ Couture non c’è soltanto una ricerca stilistica, ma una storia personale che continua a vivere attraverso ogni collezione. Una storia fatta di famiglia, ricordi e scelte che hanno trasformato un sogno in un’identità creativa.

«Il mio percorso nasce fin da quando ero bambina, osservando mia madre e il suo stile. Quindici anni fa ho creato questo progetto insieme a mia sorella e, dopo la scomparsa di mio padre, ho scelto di trasformarlo in un brand dedicato a lui. Il mio non è un marchio che vuole imitare qualcuno, ma un progetto che racconta la storia di ognuno di noi, valorizzandone l’identità», racconta MariaCarla Rodomonte.

Sono parole che aiutano a comprendere anche ciò che si vede in passerella.

Gli abiti non inseguono l’effetto spettacolare. Sembrano nascere da ricordi, incontri ed esperienze che prendono forma attraverso tessuti, linee e lavorazioni sartoriali. Ogni uscita restituisce la sensazione di un’eleganza che non ha bisogno di eccessi per lasciare il segno.

La direzione creativa di Anna Mazzucotelli ha accompagnato questa visione costruendo una narrazione ispirata alla settima arte. Ogni look sembrava il fotogramma di una storia lasciata volutamente aperta, capace di coinvolgere lo spettatore senza suggerirgli un’unica interpretazione.

Il percorso internazionale del brand è stato ricordato anche da Pia Mazzucco, direttrice di Fairness Magazine, che ha sottolineato come la creatività di Cotie’ Couture abbia già trovato spazio sulla passerella della London Fashion Week, contribuendo a promuovere il Made in Italy oltre i confini nazionali.

Tra gli interventi più significativi anche quello di Fabio Saccuzzo, ideatore del Premio Atena Nike, che ha colto l’essenza del progetto.

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«MariaCarla non vuole semplicemente creare un abito. Vuole trasmettere un pensiero. Ed è proprio lì che risiede il vero valore del suo lavoro.»

Una riflessione che restituisce il senso più profondo della serata.

Ad accompagnare il racconto anche la musica del maestro Maurizio Mastrini, tra i pianisti italiani più apprezzati a livello internazionale, insieme alle esibizioni dei giovani artisti Nyo e Mon Amour, che hanno contribuito a creare un dialogo continuo tra suono, immagine e moda.

Alla fine non resta impresso un singolo abito, ma l’atmosfera nel suo insieme. La sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre la presentazione di una collezione.

Perché, quando una creazione riesce a custodire un ricordo, raccontare un’identità e suscitare un’emozione autentica, smette di appartenere soltanto alla moda.

Comincia, semplicemente, a parlare di noi.

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