Now Reading
Videocittà Watercult 2026, il Gazometro diventa un oceano di arte, musica e tecnologia

Videocittà Watercult 2026, il Gazometro diventa un oceano di arte, musica e tecnologia

Dal 10 al 12 luglio Roma ospita la nona edizione del Festival della Visione e della Cultura Digitale. Installazioni immersive, live di Apparat, Mace e Populous, realtà virtuale, videoarte e oltre cinquanta eventi trasformano il Gazometro in un laboratorio internazionale dedicato all’acqua.

Videocittà sceglie l’acqua come linguaggio del futuro. Dal 10 al 12 luglio il Gazometro di Roma torna a trasformarsi in uno dei più grandi laboratori europei dedicati alla cultura digitale, all’arte immersiva e alla sperimentazione audiovisiva. La nona edizione del festival, intitolata Videocittà Watercult 2026, porta nel cuore dell’archeologia industriale della Capitale oltre cinquanta appuntamenti tra installazioni monumentali, performance live, realtà virtuale, videoarte, musica elettronica, incontri e progetti internazionali, confermando una manifestazione che negli anni ha saputo costruire un’identità unica nel panorama culturale italiano.

Ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, il festival torna con il sostegno di Eni, main partner della manifestazione, scegliendo come filo conduttore l’acqua. Dopo aver dedicato le precedenti edizioni alla Luna, alla Terra, alla Galassia e al Sole, il tema diventa un elemento primordiale che rappresenta la nascita della vita, ma anche una risorsa strategica, un patrimonio ambientale e un simbolo culturale capace di attraversare popoli, civiltà e territori. Un argomento affrontato non in maniera didascalica, ma attraverso linguaggi artistici, tecnologie immersive e riflessioni sul presente, dai cambiamenti climatici fino alla geopolitica delle risorse idriche.

Il Gazometro Ostiense diventa ancora una volta il protagonista dell’evento. L’antico complesso industriale, oggi tra gli spazi culturali più suggestivi della Capitale, si trasforma in un percorso immersivo dove ogni struttura racconta una diversa interpretazione dell’acqua. Capannoni, opifici, gazometri e aree verdi ospitano opere che dialogano con la memoria industriale del luogo, creando un equilibrio tra patrimonio storico, innovazione tecnologica e ricerca artistica.

Tra gli interventi più spettacolari spicca UNDA, la nuova installazione luminosa site specific ideata da Visioni Parallele e Niulab e prodotta da Eni per Videocittà. Per la prima volta il Gazometro G4 diventa un’opera visibile esclusivamente dall’esterno. Fasci laser e onde luminose attraversano la gigantesca struttura metallica seguendo il movimento perpetuo dell’acqua, trasformando uno dei simboli dello skyline romano in un faro contemporaneo in continua evoluzione. L’intervento non modifica l’architettura del Gazometro, ma la utilizza come una gigantesca tela tridimensionale capace di dialogare con la città.

All’interno dell’Opificio 41 prende invece forma In Lympha, una delle produzioni più ambiziose dell’edizione 2026. L’installazione interpreta l’acqua come principio generativo, come forza che alimenta ogni forma vivente. Il percorso immersivo coinvolge il visitatore attraverso immagini monumentali, ambienti sonori e proiezioni che accompagnano il pubblico in un viaggio sensoriale. A renderla ancora più esclusiva contribuisce la partecipazione del compositore e producer tedesco Apparat, che ha reinterpretato la sua celebre Black Water in occasione del quindicesimo anniversario del brano, realizzando una versione inedita pensata appositamente per questa esperienza. La musica diventa parte integrante dell’installazione, fondendosi con immagini e architettura.

La presenza di Apparat rappresenta una delle novità più importanti dell’intera manifestazione. Il musicista berlinese, conosciuto a livello internazionale per avere composto la colonna sonora del film Capri Revolution di Mario Martone, premiata con il David di Donatello, oltre alle musiche della serie Dark e all’album LP5 candidato ai Grammy Awards, sarà protagonista anche di uno speciale DJ set sabato 11 luglio sul Main Stage del Gazometro. Una performance costruita come uno spazio di totale libertà creativa, nel quale elettronica, ambient e sperimentazione dialogheranno con l’impianto visivo del festival.

L’acqua continua a essere raccontata attraverso Water: always the same, always different, installazione multidisciplinare ospitata nel Gazometro G2. L’artista Giuseppe La Spada costruisce un racconto fatto di immagini provenienti da oceani, fiumi e piogge raccolte in diverse parti del mondo. Le sue visioni dialogano con le sonorità elettroniche di Francesca Heart e con la ricerca corporea della performer brasiliana Amanda Lana, dando vita a una performance nella quale movimento, musica e immagini diventano un unico organismo artistico. La Spada, da anni impegnato in una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, conferma il proprio ruolo tra gli autori italiani più interessanti nel panorama della digital art.

Tra gli ospiti internazionali debutta inoltre Cao Yuxi, considerato una delle figure emergenti più influenti della nuova arte digitale cinese. L’artista presenta in prima italiana Nature’s Computility, un’imponente cascata digitale generata attraverso sofisticati algoritmi che analizzano e reinterpretano il comportamento dell’acqua trasformandolo in immagini dinamiche ad altissima definizione. L’opera trova spazio nell’Opificio 60 Nord, nuovo PlaceTech Lab aperto grazie alla collaborazione con eFM, diventando uno dei punti di incontro tra ricerca artistica, innovazione tecnologica e sperimentazione scientifica che caratterizzano questa edizione del festival.

Se le installazioni rappresentano il cuore visivo di Videocittà, la musica ne costituisce il battito. L’edizione 2026 affida infatti al Main Stage un programma che unisce alcuni dei nomi più autorevoli della scena elettronica internazionale a progetti audiovisivi costruiti appositamente per dialogare con il tema dell’acqua. Non semplici concerti, ma performance in cui suono, immagini, luci e architettura si fondono in un’unica esperienza immersiva.

L’apertura di venerdì 10 luglio è affidata a Sara Persico e Mika Oki, vincitrici dei Videocittà Awards 2025 nella categoria AV Performance. Le due artiste propongono un live che intreccia sound art, elettronica sperimentale e ricerca vocale. La loro esibizione inaugura il programma musicale alle 23, seguita da uno degli appuntamenti più attesi del festival. Dalla mezzanotte sale infatti sul palco Mace, producer e DJ tra i protagonisti della musica italiana contemporanea. Reduce dai due Forum sold out e dalla partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali, presenta un DJ set audiovisivo sviluppato insieme allo studio creativo Sugo Design. Il progetto trasforma il suono in immagini attraverso visual generativi, paesaggi naturali e texture digitali che si modificano in tempo reale, dando vita a un racconto sensoriale ispirato al rapporto tra uomo e natura.

Sabato 11 luglio il festival entra nel vivo con una serata che riunisce alcune delle personalità più interessanti della nuova elettronica europea. Ad aprire il Main Stage è Apparat con un DJ set esclusivo previsto dalle 22 alle 23.30. Il producer berlinese, tra gli artisti più influenti della scena elettronica internazionale degli ultimi vent’anni, costruisce per Videocittà una performance inedita che attraversa ambient, techno, sperimentazione e paesaggi sonori cinematici, mantenendo quella cifra stilistica che lo ha reso celebre ben oltre il mondo dei club. La sua partecipazione assume un significato ancora più forte perché accompagna anche l’installazione immersiva In Lympha, della quale firma l’universo sonoro attraverso una nuova versione di Black Water.

La serata prosegue con Nziria, artista nata a Ravenna da famiglia napoletana che negli ultimi anni ha conquistato l’attenzione della scena indipendente italiana grazie a un linguaggio originale, nel quale convivono cultura neomelodica, hardcore gabber, elettronica e club culture contemporanea. Sul palco presenta Syysma, album che rompe le convenzioni dei generi musicali tradizionali e costruisce un’identità sonora personale, sospesa tra sperimentazione e radici popolari.

Dalle 00.30 è invece il momento di Populous, musicista, producer e sound designer tra i pionieri della ricerca elettronica italiana. Accompagnato dai visual di Furio Ganz, presenta Isla Diferente, album nato durante un lungo periodo trascorso a Lanzarote. Le atmosfere dell’isola vulcanica diventano immagini, colori e paesaggi sonori che raccontano il dialogo continuo tra oceano, vento e territorio, offrendo una perfetta sintonia con il tema centrale di Watercult 2026.

La chiusura del festival, domenica 12 luglio, mantiene la stessa tensione artistica. Ad aprire il Main Stage è FREEFALL, il nuovo progetto audiovisivo dello studio transmediale Liminal State. Si tratta di una performance completamente improvvisata nella quale musica elettronica, visual generativi, luci e suono vengono creati e trasformati dal vivo. Il concetto della caduta libera diventa metafora di libertà creativa, con un continuo dialogo tra tecnologie digitali e improvvisazione performativa.

Il gran finale è affidato a Voices From The Lake, progetto nato dall’incontro tra Donato Dozzy e Neel, due tra i producer italiani più stimati a livello internazionale. Il loro live esplora territori ambient, techno e sperimentali costruendo paesaggi sonori profondi che evocano ambienti acquatici, ecosistemi sommersi e dimensioni naturali. La loro ricerca musicale, riconosciuta nei principali festival internazionali, rappresenta una delle espressioni più raffinate della musica elettronica contemporanea e conclude idealmente il percorso artistico di Watercult.

Accanto al Main Stage, l’intero festival continua a vivere attraverso numerose esperienze distribuite nei diversi spazi del Gazometro. L’Anfiteatro ospita In Pinus, nuova produzione italiana in realtà virtuale dedicata al pino domestico e realizzata da Impersive in collaborazione con la Tenuta Presidenziale di Castelporziano nell’ambito del progetto europeo CO VISION. Con la regia di Guido Geminiani, il testo di Simone Arcagni, la partecipazione della performer Delfina Stella e le musiche di Vincenzo Pizzi, l’opera conduce il pubblico all’interno di un ecosistema naturale raccontato attraverso il linguaggio immersivo della VR.

Sempre nell’area dedicata alla realtà virtuale trovano spazio quattro produzioni internazionali presentate in prima italiana dalla francese Diversion. Jellyfish di Mélodie Mousset, Biolum di Abel Kohen, Plastisapiens di Edith Jorisch e Miri Chekhanovich e The World Came Flooding In di Van Sowerwine e Isobel Knowles esplorano il rapporto tra acqua, biodiversità, cambiamenti climatici e futuro del pianeta. Completa il percorso Sweet End of the World!, documentario in realtà virtuale di Stefano Conca Bonizzoni selezionato dalla library VR di Rai Cinema, confermando l’attenzione di Videocittà verso le tecnologie immersive come nuovo linguaggio narrativo.

Accanto alle installazioni e alla musica, Videocittà conferma la propria vocazione culturale attraverso un programma che intreccia arte contemporanea, ricerca scientifica e riflessione sul futuro. La sezione Videoarte, curata da Damiana Leoni e Rä di Martino, riunisce alcuni tra i protagonisti della scena internazionale. Le opere affrontano il tema dell’acqua da prospettive differenti, tra memoria, cambiamenti climatici, migrazioni, paesaggio e identità. Tra gli artisti presenti figurano Shahzia Sikander, che riflette sulle rotte commerciali e sul colonialismo, il collettivo milanese FLATFORM con un’opera dedicata all’innalzamento delle acque, Cecilia Bengolea con una ricerca sul rapporto tra elettricità atmosferica e movimento, Monira Al Qadiri con un lavoro dedicato alla tradizione della pesca delle perle nel Golfo Persico e Adrian Paci, protagonista della seconda giornata con un dialogo sulle sue video installazioni dedicate al lavoro, alle migrazioni e all’identità culturale.

See Also

L’acqua diventa anche materia scientifica. Il progetto Ocean Suite, realizzato dal Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici insieme a Nova System Academy e Planetaria, traduce oltre settant’anni di dati climatici sul fenomeno El Niño in un paesaggio sonoro immersivo. Un lavoro che rende percepibili attraverso la musica gli equilibri tra oceano e atmosfera, dimostrando come la ricerca scientifica possa trasformarsi in esperienza artistica. Nello stesso percorso si inseriscono Invisible Ecologies: Tevere di Tommaso Cherubini, che utilizza dati ambientali del fiume romano per creare un ecosistema digitale in continua evoluzione, e Confluence, progetto europeo dedicato alla più grande foresta alluvionale d’Europa.

Il festival dedica ampio spazio anche al confronto. Tornano infatti gli AQUA Talk ideati da Francesco Rutelli, che affrontano il tema dell’acqua da una prospettiva ambientale, storica e geopolitica. Il 10 luglio il dibattito è dedicato alla prevenzione del rischio climatico, alla gestione delle precipitazioni estreme e ai cosiddetti quartieri spugna, con la partecipazione, tra gli altri, di Giulio Boccaletti, Erasmo D’Angelis e Marco Lombardi. L’11 luglio l’attenzione si sposta sull’eredità dell’antica Roma, con un approfondimento dedicato agli acquedotti, alle terme e ai sistemi idraulici che permisero alla Caput Mundi di rifornire milioni di persone già duemila anni fa. Il 12 luglio la riflessione guarda invece al presente e al futuro, affrontando temi come la geopolitica dei mari, la sicurezza, le risorse sottomarine e le nuove rotte della navigazione internazionale.

A questi incontri si affiancano gli AQUA Talk curati da Simone Arcagni, che dialoga con artisti, creativi e divulgatori come N.A.I.P., Valentina Tanni, Siamounmagazine, Valerio Ferrara, Elisabetta Modena, Matilde De Feo e Federico Ferrazza, offrendo al pubblico occasioni di confronto sui nuovi linguaggi digitali e sulle trasformazioni dell’immaginario contemporaneo.

Tra le novità spicca anche Agorà, il programma professionale dedicato all’industria culturale e alle creative technologies, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e da ICE. Buyer internazionali, festival, istituzioni, curatori, studi creativi e aziende si incontrano per sviluppare collaborazioni e valorizzare il Made in Italy nel settore dell’audiovisivo immersivo e della digital art. Dopo il successo della precedente edizione, Agorà amplia ulteriormente la dimensione internazionale coinvolgendo oltre quaranta operatori esteri e consolidando il ruolo di Videocittà come piattaforma europea dedicata all’innovazione culturale.

Il percorso artistico prosegue con la terza edizione di Arte al Gazometro. La mostra diffusa Riflessi, curata da Marco Capasso in collaborazione con le gallerie Il Sole, Orma ed Eidos, propone installazioni e interventi site specific che interpretano l’acqua come elemento di trasformazione e come forza capace di rendere visibile l’energia invisibile della materia. Un progetto che dialoga con l’architettura industriale del Gazometro e completa l’esperienza espositiva del festival.

Videocittà dedica inoltre spazio ai giovani talenti attraverso le installazioni realizzate dagli studenti dello IED, della NABA, della RUFA, del Saint Louis College of Music e dell’Istituto Rossellini. Le opere, progettate appositamente per il festival, confermano l’attenzione della manifestazione verso la formazione e la sperimentazione delle nuove generazioni.

Dal punto di vista organizzativo, il festival si svolge dal 10 al 12 luglio negli spazi del Gazometro Ostiense, con ingresso da via del Commercio 9/11. Le porte e la biglietteria aprono ogni giorno alle ore 19. Il pubblico è invitato a raggiungere l’area preferibilmente a piedi o con mezzi di mobilità sostenibile. Le installazioni restano visitabili fino all’una di notte nelle giornate di venerdì e sabato, mentre domenica la chiusura è anticipata a mezzanotte. Anche il programma musicale si sviluppa nella fascia serale, con i live e i DJ set distribuiti tra le 21.30 e le 2.

Per favorire una partecipazione sempre più ampia, Videocittà introduce una nuova politica di accessibilità. Il biglietto giornaliero costa 20 euro, mentre il pass valido per l’intera manifestazione è disponibile a 50 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i dodici anni. Le persone con disabilità che necessitano di accompagnamento possono richiedere un ingresso omaggio per l’accompagnatore secondo le modalità indicate dal festival.

Il calendario propone tre serate con identità differenti. Venerdì 10 luglio sono protagonisti Mace, Sara Persico e Mika Oki. Sabato 11 luglio il Main Stage ospita Apparat, Nziria e Populous. Domenica 12 luglio chiudono il festival Liminal State con FREEFALL e Voices From The Lake. Intorno a questi appuntamenti si sviluppa un percorso che comprende oltre cinquanta esperienze tra installazioni monumentali, realtà virtuale, videoarte, incontri, performance, ricerca scientifica e arte contemporanea. Un programma che conferma Videocittà come uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’incontro tra creatività, innovazione tecnologica e cultura digitale, trasformando ancora una volta il Gazometro in un luogo dove il patrimonio industriale dialoga con il futuro.

What's Your Reaction?
Dubbioso
0
Felice
0
In Love
0
No comment
0
Triste
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2021 Fashion Life Magazine. All Rights Reserved.

Scroll To Top