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Venezia, il glamour incontra la solidarietà: il Gala for Humanity celebra cinema, donne e impegno sociale

Venezia, il glamour incontra la solidarietà: il Gala for Humanity celebra cinema, donne e impegno sociale

Durante la Mostra del Cinema, Venezia vive anche attraverso gli incontri che portano il mondo del grande schermo fuori dalle sale. Appuntamenti in cui il prestigio degli ospiti e il fascino dei luoghi richiamano l’attenzione su temi che chiedono ascolto. In questo contesto si è inserito il Gala for Humanity del Better World Fund, con una giornata dedicata al rapporto tra cultura e responsabilità sociale, nella cornice delle Procuratie di Piazza San Marco.

L’edizione dell’8 settembre 2026 ha scelto l’Egitto come Paese da celebrare, affiancando al suo patrimonio culturale una riflessione sui diritti delle donne, sull’uguaglianza di genere e sull’accesso all’istruzione. Cinema, filantropia, diplomazia e innovazione hanno definito il profilo dell’iniziativa, nata per dare visibilità a persone e progetti impegnati a migliorare le condizioni di vita delle comunità più vulnerabili.

Organizzata sotto l’alto patrocinio della Repubblica Araba d’Egitto in Francia, con il sostegno dell’ambasciatore Tarek Dahroug e di sua moglie Alia El-Sirafi, la manifestazione ha rinnovato la collaborazione con The Hope Giver Campaign di Anwar Elkamony. Un movimento globale lanciato nel 2021 per sostenere le comunità in difficoltà e promuovere iniziative umanitarie.

A guidare il Better World Fund è Manuel Collas de la Roche, presidente e fondatore, che attribuisce al cinema una responsabilità precisa: raccontare storie capaci di coinvolgere il pubblico e accrescere la consapevolezza su questioni sociali, educative e ambientali.

«Crediamo che oggi l’industria cinematografica abbia un ruolo essenziale da svolgere come veicolo di valori sociali, educativi e ambientali. Sensibilizzare il pubblico è un pilastro fondamentale dell’arte, così come lo è la necessità di dare maggiore visibilità a film potenti e coinvolgenti, animati dal desiderio di generare un impatto positivo sul mondo», ha dichiarato.

È una visione che negli anni ha avvicinato al Better World Fund personalità del cinema, della musica e della filantropia. Tra i premiati delle precedenti edizioni figurano Susan Sarandon, Sharon Stone, Kevin Costner, Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Isabelle Huppert, Mary J. Blige e David Lynch, insieme al principe Alberto II di Monaco. Nomi che raccontano la dimensione internazionale dell’iniziativa e il suo legame con il mondo dello spettacolo.

Per l’appuntamento veneziano, il programma serale prevedeva un’accoglienza sul red carpet dalle 19.30, seguita dalla cena di beneficenza, da performance artistiche e dalla consegna dei Better World Awards. Le Procuratie, affacciate su Piazza San Marco, offrivano una cornice coerente con lo spirito della serata: un indirizzo legato alla storia della città per un incontro rivolto alle sfide del presente.

Tra le personalità indicate per i riconoscimenti dell’edizione 2026, la modella internazionale ed ex ginnasta ritmica Vialina Lemann, la sceneggiatrice, regista e produttrice Shahrbanoo Sadat e Beth Powell, comandante di linea giamaicana, filmmaker e produttrice. Nell’elenco anche Julian Mylchreest, Thierry Klemeniuk, Soraya Chaar dell’Amazônia Fund Alliance e Anwar Elkamony, fondatore di The Hope Giver Campaign. Percorsi diversi, accomunati dall’attenzione alla cultura e all’impegno sociale.

La giornata, però, aveva un contenuto che precedeva il gala. Il programma del mattino, dalle 10.30 alle 13, sempre alle Procuratie, proponeva due masterclass dedicate al cinema e all’intelligenza artificiale. Un’occasione per affrontare il rapporto tra creatività, progresso tecnologico e opportunità educative, con particolare attenzione alle donne e alle nuove generazioni.

La sessione “Stories, Scripts, Screens: Can We Sculpt a Better World through Cinema?”, affidata a Valentina Castellani Quinn, metteva al centro la capacità delle storie di incidere sul modo in cui leggiamo la società. Tra i relatori annunciati, Shahrbanoo Sadat, in collaborazione con la Biennale Cinema di Venezia, Matt Hookings, attore e ceo di Camelot Films, l’attrice e produttrice Clara McGregor, il regista Alexandre Bouchet e i produttori Luke Faulkner e Michela Scolari.

Dalla scrittura alla produzione, il confronto invitava a riflettere sulle scelte che determinano quali esperienze arrivano sullo schermo e quali voci trovano spazio. Una questione che riguarda la rappresentazione femminile, le differenze culturali e la possibilità di raccontare comunità spesso lontane dall’attenzione internazionale.

“Artificial Intelligence for a Better World”, moderata da Enzo di Taranto, affrontava invece l’impiego dell’intelligenza artificiale nell’istruzione, nella sostenibilità, nel cinema e nello sviluppo globale. Il programma indicava la partecipazione di Cinzia Catalfamo Akbaraly, presidente della Akbaraly Foundation, e Angelina Usanova, Miss Universe Ukraine 2023 e Miss Eco-International 2024. Al centro, l’impatto della tecnologia sulla cultura e sulla società, insieme all’eredità che le scelte di oggi lasceranno alle generazioni future.

Un’attenzione particolare era riservata all’Amazônia Fund Alliance Program e alla Akbaraly Foundation, destinatarie di un tributo speciale. Due realtà che danno concretezza ai temi della manifestazione, attraverso la tutela dell’ambiente, il sostegno alle comunità indigene e l’accesso alle cure.

L’Amazônia Fund Alliance Program è stato lanciato nel 2023 durante il Festival di Cannes, in occasione del gala del Better World Fund. Opera in collaborazione con la Federazione Brasiliana dei Club e delle Associazioni UNESCO, mettendo in contatto organizzazioni locali, partner internazionali, risorse economiche e competenze.

La sua attività abbraccia la conservazione della biodiversità, il ripristino delle foreste, i diritti delle popolazioni indigene, la leadership femminile e la tutela del patrimonio culturale. Tra le realtà sostenute e coinvolte nella rete figurano SOS Amazônia, ANMIGA, AmazoniAlerta, O’Organismo, Centro Huwã Karu Yuxibu, HealthRoots Project, Mermaid Hotel Amazon, Mothers of the Amazon e Yemaya Productions.

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I dati riportati nel comunicato raccontano un risultato preciso. Nel 2026, una donazione di 500.000 euro da parte di un benefattore del programma a Mothers of the Amazon ha sostenuto l’acquisizione e la salvaguardia di 20.501 ettari di foresta e biodiversità nella regione di Acre, restituendo le terre al popolo Huni Kui.

Il legame con il cinema trova espressione anche nel sostegno a “RAONI”, il film diretto da Alexandre Bouchet. Il programma ha contribuito a mobilitare finanziamenti e a dare visibilità all’eredità del capo Raoni e alla lunga lotta per la tutela dell’Amazzonia. Proteggere la foresta significa anche ascoltare chi la abita e consentire che le sue storie raggiungano un pubblico più ampio.

Sul fronte della salute, la Akbaraly Foundation porta avanti dal 2008 il progetto della fondatrice e presidente Cinzia Catalfamo Akbaraly: rendere accessibili cure e istruzione senza discriminazioni legate al luogo di nascita, alle condizioni economiche o al genere.

In Madagascar, dove la fondatrice vive da trent’anni, la Fondazione lavora attraverso centri medici, laboratori, un’Unità Mobile e programmi sul territorio. L’attenzione si concentra sulla salute delle donne e dei bambini, sulla prevenzione e diagnosi precoce dei tumori, sulla salute materna e sull’assistenza alle persone più vulnerabili.

Secondo i dati forniti, la Fondazione ha erogato oltre 300.000 prestazioni sanitarie, tra cui più di 80.000 screening per il tumore al seno, 75.000 per il tumore della cervice uterina e 22.000 visite pediatriche. Le campagne di sensibilizzazione, prevenzione e screening hanno raggiunto oltre un milione di persone. Numeri che descrivono un lavoro quotidiano fatto di diagnosi, assistenza e possibilità di accedere a cure essenziali.

A sostenere l’appuntamento veneziano, una rete di partner legati all’ospitalità, ai viaggi, alla bellezza, al vino e alla cultura. Tra questi, Hotel Nani Mocenigo Palace, EgyptAir, The Human Safety Net, Camelot Films, Thalie Paris, L. Raphaël, La Prairie Switzerland, ENIF Makeup Academy, Dante Mortet, Travel Setter Italy e Il Palagio Vineyard di Sting, insieme a numerose altre realtà.

Il Gala for Humanity ha così affiancato al linguaggio del glamour contenuti misurabili: ettari di foresta salvaguardati, screening sanitari, progetti educativi, sostegno alle comunità. Nel calendario veneziano, il suo tratto distintivo risiede in questa relazione tra visibilità e azione. Il cinema richiama l’attenzione, le organizzazioni raccontano il proprio lavoro e la solidarietà trova obiettivi concreti a cui destinare risorse.

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